Qualche giorno fa, il senatore Claudio Borghi, centravanti di sfondamento in Commissione Bilancio per la Lega, ha fatto un tweet che ha generato molte polemiche: “Ufficialmente prorogata di un altro anno la sospensione per le multe da obbligo vaccinale in modo da poter superare la legge di bilancio e cancellarle definitivamente in quella sede. Promessa mantenuta“. Si riferiva alla questione delle sanzioni ai cittadini ultracinquantenni non vaccinati (volgarmente detti “NoVax”). Suo personale cavallo di battaglia alle scorse politiche era stato la cancellazione delle multe, poi diventata una sospensione fino al prossimo giugno, e adesso una nuova sospensione fino a giugno 2024. Quel “promessa mantenuta” non era stato molto capito: se la promessa fosse stata mantenuta, infatti, le sanzioni sarebbero state cancellate, non sospese per un altro anno ancora.

Borghi aveva allora tentato di spiegare il funzionamento della macchina dello Stato. In buona sostanza: ogni voce di entrata prevista viene messa a bilancio. In questo caso si parlava di 100 milioni di euro, quelli derivanti dal pagamento delle sanzioni. Per togliere una voce di attivo dal bilancio, se quei cento milioni non entrano più, bisogna sostituirla con qualcos’altro, altrimenti la Ragioneria non fa la bollinatura, cioè non dà la sua necessaria approvazione alla legge. Se si tratta di meri spostamenti da una voce all’altra, e alla fine i conti tornano,m si può fare sena problemi, ma se questi spostamenti non si possono fare, perché i conti non tornerebbero, allora bisogna attendere la legge di bilancio, cioè la legge con la quale lo Stato, ogni anno, destina fondi e risorse, stabilendo anche le fonti di entrata. La legge di bilancio, in poche parole, può prevedere i gettiti, ridurli, aumentarli, e quindi decidere che 100 milioni da lì non arriveranno più.

Ma perché non si potevano fare aggiustamenti per far saltare fuori quei 100 milioni da qualche altra parte, senza attendere la legge di bilancio? Perché tutto il budget disponibile era stato messo sul taglio del cuneo fiscale, cioè la quota della retribuzione che non va nelle tasche dei lavoratori ma finisce nelle casse dello Stato. Questa era la priorità del Governo. Morale: non essendoci budget aggiuntivo da riallocare, non c’erano neanche 100 milioni da trovare qua e là per compensare le minori entrate derivanti dalla cancellazione delle multe ai non vaccinati. In buona sostanza: uno può anche farla, la legge che cancella le sanzioni, ma poi la Ragioneria la cassia.

E allora? E allora è stata inserita una sospensione fino a giugno 2024. Non si cancellano le sanzioni, così nei bilanci l’attivo non sparisce, anche perché il bilancio è triennale, ma si rimanda la loro riscossione ad una data successiva all’approvazione della prossima legge di bilancio, così che ci sia il tempo di cancellare le sanzioni in quella sede.

Certo, se cadesse il Governo prima e ne salisse uno ipervaccinista di sinistra, non essendo state cancellate le sanzioni, queste certamente potrebbero essere riscosse. Tuttavia – rileva Borghi – in quel caso le sanzioni diventerebbero l’ultimo dei problemi: magari tornerebbero restrizioni, green pass, obblighi vaccinali, le cavallette, gli alieni e tutto il campionario di privazioni dei diritti a cui la storia ha assistito incredula dal 2020 in poi.

La questione, dal punto di vista politico (vista dal punto di vista dell’elettorato, intendo… quello che vota), è di difficile comprensione, anche perché quando c’è la volontà politica si può fare qualsiasi cosa (ad esempio fare un referendum che non si poteva fare, perché propositivo, per entrare nell’Unione Europea, come avvenne con il referendum del 1989, in cui venne fatta una legge di rango costituzionale apposta per poter fare un referendum impossibile, che poi uscì dallo scenario costituzionale subito dopo). Il punto è che per le leggi di rango costituzionale (leggi che possono modificare direttamente la Costituzione) ci vuole la maggioranza assoluta del Parlamento: non basta essere al Governo. La maggioranza semplice è quello che accade di solito, sempre che ci sia il numero legale, cioè basta la maggioranza di quelli che stanno votando. La maggioranza assoluta è la maggioranza di tutti quelli che hanno diritto al voto, quindi oltre la metà del Parlamento deve votare in un certo modo. Un po’ più complicato da ottenere.

Nelle situazioni ordinarie, in cui il Parlamento è spaccato, bisogna usare molta cautela nel fare proposte di legge che possano correre il rischio di essere affossate, perché diversamente poi sarebbe molto, molto difficile se non impossibile, politicamente parlando, riproporle. Quindi in una situazione dove la proposta di annullare le sanzioni ai non vaccinati avrebbe potuto essere contestata facilmente, impugnando lo scostamento dal bilancio previsto, con il rischio che, affossata una volta, la cancellazione fosse quindi affossata per sempre, molto meglio ottenere una nuova sospensione per arrivare fino alla legge di Bilancio, dove c’è più libertà di azione.

Per farlo spiegare bene, abbiamo invitato Claudio Borghi in studio, nella speranza che questo video possa aiutare a fare luce su qualcosa che diversamente si fa molta fatica a capire.